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Golf VII – Guida Sportiva e Confort ad alti livelli

Per chi conosce la qualità delle Golf questa versione 7 è il Plus!

Disegnata nel rispetto di uno stile che ha radici lontane, la Volkswagen Golf è elegante e non manca di un pizzico di grinta, soprattutto nell’allestimento Highline che include – oltre al “clima” automatico e alla chiave elettronica – anche i cerchi in lega di 17 pollici. Incollata all’asfalto grazie alle solide sospensioni, e provvista di uno sterzo di eccezionale precisione, la Golf dispensa piacere di guida anche con i “soli” 105 CV del morigerato turbodiesel 1.6. Oltre ai contenuti, a giustificare il prezzo c’è la qualità costruttiva superiore alla media. Peccato solo che gli utili sensori di distanza vadano pagati a parte.

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Moderna ed essenziale nelle linee, la compatta Volkswagen Golf (è lunga 426 cm) trasmette l’ormai proverbiale e rassicurante sensazione di solidità che da decenni ne decreta il successo commerciale. Ma non manca di un pizzico di grinta suggerito dalle nervature che “muovono” il cofano e dallo spigoloso profilo del plexiglass dei fari; inoltre, l’Highline ha di serie le sospensioni sportive con cerchi in lega di 17 pollici.

Il 1.6 TDI da 105 CV è il diesel più piccolo in gamma, ma non fa mancare il tiro ai bassi regimi ed è poco assetato: le percorrenze medie sono da utilitaria, nonostante il cambio abbia soltanto cinque marce (una sesta di riposo consentirebbe risultati ancor più favorevoli). Al notevole piacere di guida offerto da questa tedesca contribuiscono pure la precisione dello sterzo e gli elevati limiti di aderenza.

Contraddistinta da interni eleganti quanto rigorosi, peraltro realizzati con materiali robusti e di elevata qualità, e rifiniti con cura certosina, la Volkswagen Golf fa viaggiare comodi soltanto quattro adulti: il posto centrale del divano è sacrificato. Promosso il baule, che misura 380 litri ed è provvisto sia del fondo posizionabile su due diverse altezze, sia di una botola passante per stivare oggetti lunghi (per esempio gli sci).

La dotazione di serie è piuttosto completa, sia per quanto riguarda la sicurezza (oltre all’Esp, include sette airbag, i poggiatesta anteriori attivi e il freno a mano elettrico), sia in tema di comfort (standard il “clima” automatico bizona e la chiave elettronica con avviamento a pulsante); nel prezzo, però, va calcolata l’aggiunta di qualche accessorio, come gli utili sensori di parcheggio o il display che completa il cruscotto.

Sobrio e rigoroso nell’estetica quanto curato nei materiali e negli assemblaggi, l’abitacolo ospita comodamente quattro persone, mentre il quinto posto è molto meno comodo degli altri. I comandi  sono quasi tutti a portata di mano, anche se ai numerosi e piccoli pulsanti nelle razze del volante ci si deve abituare. Facilmente sfruttabili i 380 litri del baule, provvisto di fondo posizionabile su due livelli e di botola passante per gli sci.

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Plancia e comandi Plancia e consolle della Volkswagen Golf hanno un aspetto classico, come lo è il cruscotto formato dai due strumenti circolari separati da un altrettanto ben leggibile display a colori (che, però, è optional). All’ottima qualità dei materiali (robusti, e piacevoli al tatto e alla vista) e delle finiture si accompagnano soluzioni moderne – come l’avviamento a pulsante o il freno a mano elettrico – ma pure qualche “scivolone”: i pulsanti nelle razze del volante sono piccoli e di uso poco intuitivo, e gli alzavetro elettrici troppo arretrati e quindi non comodi per tutti. Preciso e dalla grafica gradevole, il navigatore con schermo tattile di 8” è optional.

Abitabilità Larghe, marcatamente conformate e provviste di una poco cedevole imbottitura “alla tedesca”, le poltrone sono accoglienti e non stancano nemmeno nelle lunghe percorrenze (complice anche la regolazione del supporto lombare). È sagomato anche il divano, che perciò accoglie degnamente soltanto due passeggeri, mentre la porzione centrale è corta, rialzata e rigida; inoltre, il tunnel nel pavimento sporge di 20 cm. Utile il vano nel tunnel, mentre è un po’ piccolo – ma, in compenso, refrigerato dall’aria del “clima” – il cassetto di fronte al passeggero.

Bagagliaio Molto ben rifinito, il baule della Volkswagen Golf offre il piano di carico posizionabile su due diverse altezze che permette di ridurre il dislivello rispetto alla soglia (da 16 a 6 cm) e il gradino che – altrimenti – si forma a schienale reclinato; se, invece, è collocato alla quota inferiore, libera 53 cm di altezza utile fino alla cappelliera, sicché i 380 litri del vano (1270 rinunciando ai posti dietro) si sfruttano agevolmente. Comodo l’accesso consentito dall’ampia e squadrata imboccatura, di serie la botola passante per caricare gli sci.

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Linee pulite nel rispetto della tradizione, finiture inappuntabili e qualità stradali quasi da sportiva: alla Volkswagen Golf i “numeri” non mancano, nemmeno in questa versione con il “piccolo” e parco (ma non silenziosissimo) 1.6 a gasolio da 105 CV. Il prezzo, non basso, è giustificato dai contenuti tecnici e dalla dotazione completa anche sotto il profilo della sicurezza, sebbene qualche aggiunta sia necessaria. Comunque tentatrice la lista degli optional, che include i più recenti dispositivi tecnologici di “aiuto” alla guida.

Lo sterzo con servoassistenza a intervento variabile allevia la fatica nelle manovre e nella guida a bassa velocità della Volkswagen Golf, e nel traffico anche la meccanica aiuta: il turbodiesel – peraltro molto parco – è pronto e progressivo ai bassi regimi, e il cambio offre innesti sufficientemente fluidi. Nonostante i cerchi di 17 pollici con gomme ribassate le buche non si sentono troppo (merito delle valide sospensioni), ma nelle manovre si paga la scarsa visuale posteriore. Come dire che i sensori sono un extra necessario.   Fuori città La generosa gommatura e le sospensioni solide (ma non in misura eccessiva: il comfort è buono) regalano agilità fra le curve e grande sicurezza, e altrettanto valida è la risposta dello sterzo (pronto e preciso) e dell’impianto frenante; inoltre, nelle situazioni d’emergenza l’Esp interviene con puntualità.

Anche se non particolarmente dotato in fatto d’allungo, il 1.6 a gasolio vanta un tiro vigoroso ai regimi bassi e a quelli medi, ossia i più utilizzati sul misto: si viaggia speditamente consumando pochissimo (abbiamo rilevato 21,3 km/l).   In autostrada Il massimo con la Volkswagen Golf sarebbe avere un cambio a sei marce invece di cinque, ma va detto che l’ultimo rapporto è comunque abbastanza disteso: a 130 orari il motore lavora a soli 2500 giri, salvaguardando il comfort acustico e non facendo lievitare consumi (un litro di gasolio basta per percorrere ben 17 chilometri). Dall’assetto, ancora conferme positive, dato che le sospensioni non fanno mancare né il comfort, né il rigore necessario a velocità elevata o nelle manovre d’emergenza.

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Nemmeno nella versione attuale – che anche nell’estetica è più sportiveggiante delle precedenti – la Volkswagen Golf tradisce la sua vocazione di berlina da famiglia: offre una buona abitabilità (a patto di viaggiare in quattro) e ha un baule ben sfruttabile e capiente in rapporto ai 426 cm di lunghezza della carrozzeria (che non sono troppi nemmeno quando si guida nel traffico). Tuttavia, è sulle strade aperte che questa tedesca dà il meglio, rivelandosi agile, piacevole da guidare e sicura, e non facendo mancare il necessario grado di comfort. Con il 1.6 a gasolio assicura prestazioni equilibrate e consumi da utilitaria: per chi vuole più grinta c’è il 2.0 da 150 CV, che ha pure quella sesta marcia della quale nella sorella minore si sente la mancanza. Parlando di soldi, il prezzo è più elevato di quello delle rivali, ma questo vale anche per la qualità costruttiva, che è esemplare. E a giustificare l’esborso c’è anche la dovizia della dotazione dell’Highline. Il problema semmai sono gli optional, alcuni indispensabili (per esempio i sensori di distanza), altri solo attraenti: basti pensare alle sospensioni attive, al cambio robotizzato a doppia frizione Dsg o ai dispositivi “tecnologici” che incrementano la sicurezza di guida.

FONTE: ALVOLANTE.IT

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